Eric Moussambani, soprannominato “l’anguilla” (Eric the Eel, da un articolo pubblicato su The Times), è un giocatore di pallavolo della Guinea Equatoriale che all’età di 22 anni ha partecipato alle Olimpiadi di Sidney 2000 come unico nuotatore della sua nazione, nella gara dei 100 metri uomini stile libero. L’obiettivo era quello di ricevere sponsorizzazioni al fine di costruire un centro sportivo nel suo paese. Arrivò infatti in Australia grazie ad una “wildcard” riservata ad atleti di paesi in via di sviluppo, privi delle necessarie attrezzature sportive.  Il 19 settembre del 2000 Moussambani disputò la prima di sei batterie da solo, dopo che gli altri due nuotatori – il nigerino Karim Bare e il tagiko Farkhod Oripov – erano stati squalificati per essersi tuffati prima dello start. Una falsa partenza forse concordata e che ha comunque consentito a Moussambani di passare alla storia: il suo tempo di 1’52”72 è infatti più del doppio del tempo medio degli altri nuotatori olimpionici. Mentre Pieter Van den Hoogenband stabilì in finale un record del mondo di 47”84 per aggiudicarsi l’oro di Sydney, Eric, col suo costume slip fuori moda, “sguazzò” le sue due vasche in solitaria con il crono da antieroe di 1’52”72 (più alto addirittura del primato mondiale dei 200 metri stile libero, ovvero il peggior risultato di ogni tempo nelle competizioni olimpiche). Ad accompagnarlo, l’ovazione del pubblico. A conti fatti, il crono rappresentava il suo nuovo primato personale e record della Guidea Equatoriale.

Dopo un’enorme “spanciata” nel tuffo Moussambani nuotò alla meno peggio i primi 50 metri, con uno stile incredibilmente dilettantesco: gambe larghe e basse, testa sempre fuori dall’acqua e sbracciando a più non posso. Nella vasca di ritorno rischiò di affogare e alcuni giudici si stavano tuffando per salvarlo, ma nonostante tutto arrivò alla fine della gara, tra le ovazioni di tutto il pubblico presente sugli spalti .

Eric aveva imparato a nuotare solamente sei mesi prima della gara,

Gli ultimi 15 metri sono stati difficilissimi – rivelò Eric -  Mai, prima delle gara di Sydney, avevo visto una piscina olimpionica. Mai avevo provato a nuotare sulla distanza dei 100 metri. Mi sono allenato nella piscina di 22 metri di un albergo di Malabo, il meglio che potessi avere nella mia nazione, e quando mancava l’acqua, andavo a tuffarmi in fiumi fangosi, col rischio di incappare in qualche coccodrillo”.

Questa prova disastrosa che le valse la qualificazione, lo rese comunque celebre, venne intervistato dalle televisioni di tutto il mondo e firmò contratti pubblicitari con le maggiori aziende produttrici di attrezzature sportive per centinaia di migliaia di dollari. Nonostante fosse molto atteso, non poté partecipare alle Olimpiadi di Atene del 2004 per problemi di visto: alla vigilia dei Giochi, il comitato olimpico smarrisce infatti la foto del suo passaporto. A Pechino, nel 2008, non riesce a qualificarsi. Sponsor e manager lo abbandonano, tramonta il sogno di un ingaggio in America, le autorità del suo Paese non lo aiutano. Eppure Moussambani non si arrende. Abbondantemente superati i trent’anni continua ad allenarsi tra Africa e Spagna. Non nuota ancora come un campione, ma ha già dimezzato i suoi tempi. Ed è deciso a prendersi la sua rivincita. Non è detto che alle Olimpiadi di Londra non torni a sguazzare l’anguilla.

Il costume “anacronistico” e da pochi dollari di Moussambani, indossato nell’epoca dei tutoni supertecnologici, è oggi conservato con tanto di autografo tra i cimeli dell’Olympic Museum di Losanna, in Svizzera.

 

http://www.youtube.com/watch?v=3zjCc_VyxM4

 

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